Nel panorama del dibattito politico sanitario recentemente è apparsa una nuova proposta organizzativa che fa discutere:
l’U.T.A.P., unità territoriale di assistenza primaria. br>
Questo
nuovo modello organizzativo ha un primo
ed importante merito: quello di aver posto volta l’attenzione sulla configurazione della Medicina Generale che non può
reggere il passo della modernità basandosi solo ed esclusivamente
sulla professionalità del medico singolo.
Tale innovazione organizzativa, in realtà, nuova non è
Infatti la percezione dell’inevitabile trasformazione a cui
si deve sottoporre la Medicina Generale verso forme aggregate di erogazione
delle cure ha spinto in questi anni diversi
Medici di Medicina Generale a realizzare nuove
forme organizzative che potessero, pur nell’assenza di
legislazione in merito, aiutarli ad affrontare il carico di
lavoro sempre in aumento, a svolgere meglio il loro compito
ed in alcuni casi a poter offrire servizi aggiuntivi. br>
Grazie a questo “adattamento creativo al cambiamento”
sono nati per esempio i centri polifunzionali (Centri di Medicina Territoriale) o gli ospedali br>
di comunità molte di queste strutture posseggono
già tutte le caratteristiche dell’U.T.A.P., anzi in alcuni
casi rappresentano modelli organizzativo/gestionali per
certi aspetti anche più avanzati. È la dimostrazione di
come le esperienze sul campo unitamente ad una buona
dose di creatività consentano di realizzare modelli innovativi
molto simili alle soluzioni organizzative individuate
dal mondo aziendale a cui si ispira la realtà sanitaria
occidentale.
Guardando l’evoluzione dei modelli organizzativi aziendali non sanitari nell’ultimo secolo si evidenzia la necessità di
riorganizzare le aziende secondo un modello “ideale”
che prevede un insieme di unità operative autonome
che agiscono in modo integrato ed organico. Riteniamo che questo modello generale possa, o meglio debba, applicarsi anche in ambito medico sanitario così da generare centri di medicina territoriale nell’ambito
di un sistema a rete per configurare ogni volta al
meglio soluzioni capaci di dare risposte migliori alle esigenze degli utenti e degli stessi medici.
Il successo delle forme organizzate complesse (centri polifunzionali, U.T.A.P.) sta infine nelle
capacità gestionali, che il medico generale potrebbe ancora non
possedere, ma che potrà acquisire con opportuni momenti
formativi o trovare nelle esperienze che si sono già determinate. br>
Il sistema organizzativo dei Centri di Medicina Territoriale, è in grado, anche attraverso opportune economie di scala, di fornire gli strumenti per risolvere i problemi normativi, economici e
finanziari inserendoli in uno schema che aiuta il medico a superare le difficoltà insite nella
stessa medicina di gruppo: il confronto con i colleghi.
Credere nei Centri di Medicina Territoriale vuol dire credere
che, condividendo visione e
valori, i medici di medicina generale vogliano conseguire i propri obiettivi con reali
aumenti di efficienza ed efficacia mettendosi nelle
giuste condizioni per poter sviluppare tutte le potenzialità
che la Medicina Generale possiede.